Angelo Tartaglia da Lavello. Capitano di Ventura

di Giuseppe Catarinella e Paola Santoli
Delta 3 Edizioni, 2015
Storia / Fumetto

sabato 9 giugno 2018, ore 17.15
Piazza Orazio

Il prof. Giuseppe Catarinella, docente di materie letterarie, ha redatto questo libro a fumetti dedicato non solo ai bambini dal titolo: “Angelo Tartaglia,Capitano di Ventura”, con i disegni di Paola Santoli, che ci riporta a rivivere la storia di Lavello. Per la realizzazione di questo libro, il prof. Giuseppe Catarinella ha condotto numerosi studi e ricerche storiche-artistiche-letterarie con il fine di testimoniare le sue gesta, le sue avventure e farle conoscere ai suoi concittadini lucani. Angelo Tartaglia è nato a Lavello nel 1370, abile capitano di ventura tra la fine del ‘300 e gli inizi del ‘400 che riceve in eredità vessillo ed esercito. Il titolo di Gonfaloniere della chiesa, conte di Tuscania e Signore di Lavello. Tartaglia fu un condottiero importante per la storia delle compagnie di ventura tra la fine del ‘300 e gli inizi del ’40. Partì giovane da Lavello e forse non vi fece mai più ritorno; alla morte del padre naturale, il principe Raimondo Del Balzo Orsini, nel 1406, ereditò la signoria della terra natia. In pratica Angelo Tartaglia presto servizio in campo militare per le Repubbliche di Firenze e Siena. Combattè per Perugia e Città di Castello. Fu al servizio di Ladislao di Napoli e rivestì un ruolo fondamentale all’interno dei domini della Chiesa. E proprio nell’antica Toscanella, odierna Tuscania che il lavellese si infeudò e pose il proprio quartiere generale. Certamente Tartaglia non è da considerare soltanto un uomo d’arme, ma anche un brillante diplomatico e uomo a cui piaceva circondarsi di cultura, opere d’arte. Dunque un Tartaglia che ha saputo coniugare interessi pragmatici di conquista e potere con atteggiamenti lungimiranti e prestigiosi. Ma i nemici e l’invidia erano sempre in agguato. Tartaglia era diventato un personaggio troppo potente e scomodo. E la Chiesa con l’elezione di Papa Martino V, dopo il Concilio di Costanza del 1417, aveva in animo di ripristinare uno statu quo che nel patrimonio di San Pietro vedeva un ostacolo proprio in Angelo Tartaglia. Nonostante il Papa nel 1421 avesse nominato conte di Tuscanella il Tartaglia, si liberò di questo scomodo nemico. Attirato in una trappola ad Aversa, fu imprigionato e sottoposto a sevizie e torture; soltanto dopo tre giorni venne decapitato nell’antica piazza del mercato. Le spoglie poi del condottiere lavellese furono seppellite nella chiesa di Sant’Andrea ad Aversa. Le proprietà di Tartaglia furono inglobate dalla Chiesa nel proprio patrimonio, mentre le soldatesche del lavellese si dispersero al servizio di altri, che le portò anche a partecipare alla famosa battaglia di “Anghiari”.


L’autore

Giuseppe Catarinella è docente di materie letterarie e scrittore.