Un madrigale per morire

di Loredana Pietrafesa
Tabula Fati, 2015
Fantasy

Un Rinascimento oscuro, caratterizzato da fosche dinamiche sociali, rappresenta il motore della narrazione di Un madrigale per morire, in amebeo tra fantasy e horror erudito. A ispirare l’Autrice il delitto “d’onore” che vide il musicista Carlo Gesualdo assassinare la consorte Maria d’Avalos e il suo amante, Fabrizio Carafa, duca di Andria, colti in flagrante adulterio. Un tragico documento umano, emblematico delle ombre di un Rinascimento che, accanto ai luminosi trionfi dell’arte, annoverava torbidi intrighi di corte e vittime sacrificate sull’altare dell’onorabilità d’illustri casati, come Laura Lanza, la baronessa di Carini, o la poetessa di Valsinni, Isabella Morra.

In un avvincente e fantasmagorico gioco di specchi, il fait divers del Cinquecento e i suoi attori (tra cui anche una disperata Eleonora d’Este, seconda consorte del Gesualdo) s’intreccia con le vicende di Mara, moglie del professor De Laguso, cultore della produzione musicale del principe di Venosa, e madre della piccola Ilenia. Un’aura magica e maledetta impregna le pagine di questo romanzo, sin dall’incipit, che si apre su un notturno illune, in un rincorrersi di sensazioni visive, uditive e olfattive, con un impressionismo che si alimenta di immagini pregevoli. L’esito è un’opera dalle tinte forti, in cui il lettore è avvinto sino all’ultima pagina, quando — nel beffardo finale — si svela il mistero di un incrociarsi d’anime e destini, tra le volute di un incubo postmoderno.


L’autrice

Loredana Pietrafesa, di origine lucana, vive a Molfetta. È docente di scuola media, pianista e clavicembalista, e fa parte della redazione de “La Vallisa”, per cui collabora con recensioni critiche e saggi. Molteplici sono le sue prefazioni a testi di poesia e narrativa, come numerosissime sono le sue partecipazioni a presentazioni pubbliche in veste di autrice o di critico letterario. Ha pubblicato nove volumi di poesia: Cortecce (Il Salice, Potenza 1989), Argini e fondi (La Vallisa, Bari 1991), All’orlo di un grumo di cose (La Vallisa, Bari 1993), Vecni zvuci (Suoni eterni) (Krovovi Sveta, Beograd 1994), Io che sono di luna (La Vallisa, Bari 1998), Se esiste un cielo (EditricErmes, Potenza 2004), Ne smeo da me volio (Non devi amarmi) (Apostrof, Beograd 2007), Oltre l’ultima boa (Besa Editrice, Nardò 2007), Come fiori nella pioggia (25 settimane) (Tabula fati, Chieti 2014). Ha pubblicato inoltre numerosi racconti, fiabe e i romanzi Al merlo che canta sull’ultima casa di Cleo (EditricErmes, Potenza 2004), La seconda moglie (Edizioni Della Vigna, Arese 2010) e Al di là della ferrovia (Tabula fati, Chieti 2012), vincitore del Premio Città di Roccamorice 2013. È stata tradotta in serbo, albanese, macedone e sloveno e ha partecipato come rappresentante ufficiale dell’Italia nel 1994 al 31° Meeting Internazionale di Letteratura di Belgrado (Serbia), nel 1995 alla Settimana del libro di Igalo (Montenegro), nel 2002 al 41° Meeting Internazionale di Poesia di Struga (Macedonia) e nel 2007 al 44° Meeting Internazionale di Letteratura di Belgrado (Serbia).
È inserita nell’antologia I Resti della Luce pubblicata a Belgrado nel 2005, che raccoglie le poesie degli scrittori che hanno partecipato ai convegni di letteratura nell’arco di quarant’anni. Molti critici si sono interessati alla sua poesia. È presente in numerose antologie di poeti contemporanei e in riviste specializzate.