Quando Lara Croft arrossì

di Isabella Marchetta
Altrimedia, 2017
Archeologia

domenica 10 giugno 2018, ore 18.00
Piazza Orazio

Attraverso dieci episodi, narrati e raccontati, si materializza l’archeologia dei nostri tempi e tutta la ricchezza di nozioni e informazioni che girano attorno al suo vissuto quotidiano. Con una visione allargata di archeologo che vuole comunicare dei suoi scavi, l’autrice propone l’archeologo che racconta se stesso attraverso l’archeologia. Con la naturalezza di una giornata d’ufficio, un ufficio spesso senza tetto, con le criticità degli studi di ricerca e con l’emotività dei legami cresciuti in un palcoscenico di attori davvero sfaccettati. Lara Croft allora impallidisce: le sue avventure di pistole e tesori nulla sono di fronte alla complessità della vita ordinaria di un archeologo che sfida un mondo intero con la sua proiezione, ostica alle società moderne, di una lentezza ritmata sulla riflessione interpretativa. L’avventura metaforica di un mondo empirico che si fa spazio in contesti di operosissima dinamicità e concretezza: la faccia slow della nostra società che chiede oggi un posto per coltivarsi.


L’autrice

Isabella Marchetta nata a Matera, è un’archeologa specialista nella Tardantichità e Medioevo. Archeologo da cantiere ha nella Basilicata e nel Molise i suoi ambiti territoriali privilegiati di lavoro, non mancando però esperienze anche in Campania e Calabria. Collabora attivamente anche con strutture museali finalizzando la sua attività allo studio dei reperti da scavo e alle fasi di allestimento delle sedi museali. Iscritta a numerose associazioni con interessi diversi: in difesa dell’ambiente, della letteratura minuta, dell’Archeologia Medievale. “Quando Lara Croft arrossì” è il suo primo libro. Ha pubblicato, infatti, articoli scientifici in ambito archeologico, ma la sua passione è stata sempre giocare con le parole nella vita quotidiana. Due voci del suo linguaggio perpetuo: empatia e serendipità. Del suo senso della vita direbbe così: «Ha un senso il mare, il sole, i libri, le persone umane, l’amorevolezza, la cura, le ciliege! Ha senso ridere, piangere, ma più di tutto sorridere. Ha un sottovalutato senso la poesia che è nelle cose, e pure i colori e le sfumature, l’odore, il suono. “Più di tutto vale la penna: ti fa scrivere o volare, comunque ti porta in alto».