Il paese dei segreti addii

di Mimmo Sammartino
Hacca, 2016

sabato 28 maggio 2016, ore 19.50
Piazza Orazio

«Un rivolo scarlatto come sangue sporcò la neve, che pareva un’offesa. E tutti pensarono che fosse accaduto qualcosa di irreparabile». Comincia con un mistero di neve il Natale di Pietrafiorita. Sullo sfondo, un borgo d’Appennino che si spopola. Il paese dei segreti addii si fa guscio vuoto nel suo tempo lento e inesorabile. In questo microcosmo, consuma la propria esistenza una umanità di margine: profeti, disertori, mutilati, angeli, zingari, ubriaconi, ninfomani, beghine, sordomuti, sciamani, musici falliti, sbirri, preti, truffatori, cantastorie. Uomini che partono per il mondo e qualche volta ripercorrono la strada a ritroso. È qui che tornano a cercarsi i padri e i figli che si sono perduti. È qui che padri e figli imparano di nuovo a sognarsi. Pietrafiorita resta però lontananza. Sguardo d’Appennino che domanda al destino o alla fortuna se possa ancora esistere una terra di ritorno.

Eppure nel villaggio, refrattario a storia e geografia, dove tutto accade come un’eco, non sono risparmiati i dolori: la disfatta del Don, l’8 settembre, l’eruzione del Vesuvio, l’occupazione delle terre, la tragedia di Marcinelle. È qui che il vecchio Geremia, morto molti anni prima (come attesta inequivocabilmente la lapide piantata nel camposanto), può conoscere l’amore. Per gli occhi d’oliva di Giuditta, il sogno negato quand’era solo un ragazzo. E poi, in una fioritura di biancospini, per Giuditta Seconda, l’abbraccio di carne che viene quando il Senzanome ha già imparato a leggere il vento. Finché il tempo non torna a farsi profezia. Meraviglia dolente di un canto d’usignuolo. Finché un’alba di sangue non cade dal cielo, come una rivelazione. Come una ferita.


L’autore

Mimmo Sammartino, giornalista, autore di testi di teatro e radio, è lucano e vive e lavora a Potenza. Ha pubblicato Vito ballava con le streghe (Sellerio Editore, Palermo, 2004), premio speciale della giuria per la narrativa al XXXIV Premio Letterario Basilicata, Un canto clandestino saliva dall’abisso (Sellerio Editore, Palermo, 2006), nella triade dei vincitori del Premio Letterario Città di Melfi 2007, Viandanti d’Herculia (Osanna Editore, Venosa, 2004), C’è qualcuno che piange qui? (Il Filo di Partenope, Napoli, 2008), 17 (Il Filo di Partenope, Napoli, 2009), Beslan (Il Filo di Partenope, Napoli, 2009), Il figlio del vino (Il Filo di Partenope, Napoli, 2013), Come la via Gluck nell’antologia La città svelata (Editrice Universosud, Potenza, 2015). Il racconto Il figlio del vino fa parte dell’antologia Natale mediterraneo – Scrittori del Sud raccontano (Interlinea, Novara, 2012). Alla storia di Vito ballava con le streghe è ispirato un percorso letterario che collega i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa (in provincia di Potenza), i paesi del “Volo dell’angelo”: su un antico sentiero contadino c’è una storia incisa sulla pietra, sussurrata dalle voci di sette totem parlanti, il “Percorso delle sette pietre”.