Non si può incatenare il sole

di Puoran Najafi e Hengameh Haijassan
Traduzione di Esmail Mohades
D’Abruzzo Edizioni Menabò, 2014

sabato 28 maggio 2016, ore 19.50
Ex Convento Santa Maria della Scala

I racconti di Puoran Najafi e Hengameh Hajhassan, due giovani ragazze finite nelle carceri iraniane solo perché volevano partecipare con entusiasmo al destino del proprio Paese. L’integralismo islamico al potere ha cambiato la storia dell’Iran e del mondo ma le due ragazze, nonostante le spaventose torture, trovano nei loro ideali di libertà e democrazia la forza per resistere e non abbassare la testa all’oppressione del nuovo despota.

Come scrive Dacia Maraini nella prefazione: «Molte madri disperate, hanno cominciato, proprio allora, a girare per prigioni e ospedali, cercando disperatamente i corpi dei loro figli scomparsi. Le ragazze però dimostrano un coraggio che colpisce. Sembra di leggere le cronache del primo cristianesimo, quando tante credenti si preparavano al martirio pur di non tradire le nuove idee di uguaglianza e d’amore per il prossimo».


L’autore

Esmail Mohades nasce a Teheran nel 1957. Dopo aver frequentato gli studi liceali in Iran, tra il 1978 e il 1979 partecipa, insieme a milioni di iraniani, al movimento di protesta contro la dittatura dello scià. In seguito all’insediamento del regime islamico viene in Italia e si laurea in ingegneria all’Università degli Studi de L’Aquila, città dove tuttora risiede. Scrive articoli sull’Iran e sul Medioriente sia in italiano sia in lingua farsi e traduce testi dal persiano all’italiano. Fin dagli inizi degli anni Ottanta svolge le sue attività in difesa dei diritti umani e a favore dell’instaurazione della democrazia in Iran.