L’amaro sapore dei fichi secchi

di Annamaria Zito
Edizioni Leucotea, 2016

sabato 28 maggio, ore 16.00
Piazza Umberto I – Moonlight

Un incubo può cambiare la vita di una donna? Il primo era arrivato per caso in un’afosa notte dell’estate del 1972. Poi come uno spettacolo teatrale si ripeteva ogni sera migliorandone la performance. Maria, le sue urla nel bel mezzo della notte, il sudore sulla fronte e il gelo nel petto: un atteso rituale; un terribile appuntamento che non può vivere nell’indifferenza. Qualcosa di misterioso si cela dietro le immagini che perseguitano la giovane donna. E la paura di impazzire o di esser ritenuta tale spingerà Maria a cercare un significato alle terribili immagini che vedono protagonista la sua famiglia di origine. Sarà proprio zia Amelia, unica superstite, a condurla attraverso le più atroci pagine della sua vita e della storia. La storia di tutti: la Seconda guerra mondiale.

Maria aveva solo sette anni quando nel 1943 era stata costretta assieme alla sua famiglia ad abbandonare Esperia per cercare un rifugio sui Monti Aurunci. Inconsapevolmente aveva vissuto il fuoco della Grande Guerra e dormito sotto i bombardamenti. Aveva sofferto la fame e apprezzato le piccole cose nella ricercata serenità del nuovo focolare. Parenti e sconosciuti avevano rinnovato la famiglia e in quell’atmosfera di amore aveva affrontato i duri giorni dell’umanità con gli occhi di una bambina. Il tempo aveva lasciato riaffiorare solo alcuni ricordi, mollando nel dimenticatoio altri, più duri, crudeli; scalpitanti in una botola troppo stretta, pronta ad esplodere da un momento all’altro. Ricordi che si vestono da incubi nella speranza di trovare una via di fuga. Racconti che rischiarano i pensieri, rendendo le immagini più nitide; ma anche più dolorose quando ti rendi conto di aver preso parte a una delle pagine più violente della storia italiana: le Marocchinate, stupri di massa, torture e abusi compiuti dal Corpo di spedizione francese nella Ciociaria. Un incubo da cui Maria difficilmente verrà fuori; un incubo che le ha portato via la sorella Ada e che ha distrutto per sempre la serenità della sua famiglia. Fino a quando un figlio già adulto le metterà sul cammino un testo di storia che la porterà a riscattarsi come vittima, come donna. Ciò che la sua terra ha subìto non può restare nascosto agli occhi dell’umanità. Il sacrificio di donne, bambini e uomini non può essere raccontato attraverso poche righe. E ciò che per lei fino a quel momento era stata paura di conoscere la realtà, per risparmiare al cuore altro dolore, diviene in seguito voglia di testimoniare, narrare e dar voce a una sorella morta per mano della guerra.


L’autrice

Annamaria Zito, vive a Martina Franca, nell’incantevole campagna pugliese. Immersa nella natura conduce una vita semplice e all’insegna delle tradizioni. Appassionata di letteratura inglese e francese del Settecento e Ottocento, si avvicina alla scrittura attraverso un viaggio sensoriale capace di far rivivere atmosfere perdute.

Dal 1999 al 2003 ha lavorato come collaboratrice esterna per il Centro di Trascrizione in Braille di Teramo e per Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” di Monza, occupandosi della seconda correzione di bozze codificate. Nel 2011 e 2012 partecipa a Dell’Eroico Furore, corso di Scrittura Creativa e Consulenza Filosofica a cura di Michelangelo Zizzi.

A marzo 2014 esce il suo primo romanzo L’altra faccia del Cammeo – La fragilità dei sogni, Edizioni Leucotea, di cui realizza anche il booktrailer. Il 10 maggio 2014 presenta il suo romanzo d’esordio al Salone Internazionale del libro di Torino. Sempre nel 2014 realizza un laboratorio di scrittura creativa dal nome “Sillabario di Sensi” e cura fino al 2015 la rassegna filosofica dal nome “Vento di filosofia pratica”.

Nel febbraio 2016 esce il suo secondo romanzo L’amaro sapore dei fichi secchi, sempre con la Edizioni Leucotea. Uno sguardo sulla Seconda Guerra Mondiale e gli stupri di massa in Ciociaria ad opera delle truppe marocchine appartenenti al Cef Corpo di Spedizione Francese.